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Neuroscience in Customer Experience

NO STRESS? DATTI ALL’ARTE!

Enrico Morandi

 

Ti è mai capitato di provare una sensazione di benessere durante la visita di un’esposizione d’arte?

L’altro giorno mi è successo.

Indubbiamente, ha influito l’ambiente espositivo poco affollato, l’illuminazione discreta, il silenzio avvolgente, ma i quadri visti mi hanno disposto verso un notevole stato d’appagamento, a tratti estatico. Così, mi son chiesto: ma l’arte ha potere sul cervello?

Incuriosito, appena rientrato a casa ho iniziato a effettuare ricerche su eventuali benefici o eventuali controindicazioni, per arrivare alla conclusione che l’arte fa davvero bene al nostro cervello!

L’arte, infatti, pare agire con efficacia sul cortisolo, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, meglio noto come “l’ormone dello stress”, il quale – al di là degli effetti benefici anti-infiammatori – se in eccesso è responsabile, fra gli altri, di sintomi come stanchezza, colite, gastrite, depressione, apatia, ansia…

Uno studio dell’Università di Westminster ha rilevato che i livelli di cortisolo nelle persone diminuiscono dopo che esse hanno trascorso del tempo in una galleria d’arte. Pensa: dopo soli 35 minuti di esplorazione del museo, il cortisolo veniva misurato a livelli incredibilmente bassi rispetto a quando le persone erano entrate nell’edificio.

L’arte è utilizzata con successo nella terapia cognitivo comportamentale e ulteriori studi hanno scoperto che le persone hanno maggiori probabilità di mostrare tolleranza sociale dopo aver vagato nelle sale del museo d’arte, oltre a mostrare livelli più alti di pensiero critico (sarà per questo che le domeniche gratis al museo sono state bandite?)

L’arte può evocare emozioni forti e pensieri profondi. La reazione di tutti all’arte può essere diversa, ma la sua capacità di influire su di noi è indubitabile. Il cervello passa attraverso una serie di cambiamenti: secondo il quotidiano The Telegraph, ammirare un dipinto, scultura o altra opera d’arte aumenta il flusso di sangue al cervello di ben il 10% – l’equivalente di quando guardiamo qualcuno che si ama.

La cosa davvero particolare, è che il cervello tende a inserirsi nell’opera d’arte, attraverso un processo noto come cognizione incarnata, in cui i neuroni specchio (sempre loro!) trasformano l’azione, il movimento e l’energia che vedi nell’arte in emozioni reali percepibili. Più osservi e più ti posizioni all’interno della scena. Ne puoi effettivamente percepire la qualità quasi materica, e così un quadro raffigurante un paesaggio desertico può farti sentire gli effetti del sole caldo, la sabbia sotto i tuoi piedi.

Se poi volessi addirittura cimentarti nel creare arte, beh allora contribuiresti ad aumentare la connettività funzionale nel cervello e ad attivare maggiormente la corteccia visiva. I ricercatori assimilano la creazione di arte all’esercizio per il cervello! Come l’esercizio fisico aiuta il corpo, la creazione di arte può aiutare a mantenere la mente nitida e lucida fino alla vecchiaia.

Sai cosa ti dico? Credo proprio che non farò passare proprio un buon Natale al mio cortisolo 😉

Auguri!

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