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CHE ERRORE!

Enrico Morandi

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Uno dei più potenti modi per comprendere come la mente fa le cose è guardare agli errori che produce mentre agisce.

Proprio l’errore ti dirà la verità!

Le performance corrette rivelano sempre molto meno di quanto possano fare le procedure errate. Questo principio può esserti d’aiuto nello sviluppare strategie di marketing e comunicazione innovative.

Guardiamoci negli occhi e, francamente, ammettiamolo: le persone agiscono generalmente in modo sbagliato. Siamo esseri irrazionali, impulsivi. Ciò non significa che siamo stupidi; è che siamo dotati di menti che producono costanti errori, al fine di allettarci e indurci a compiere azioni sbagliate perché poco valutate.

Ci sono due modi in cui un pensiero arriva alla mente.

  1. Un modo coinvolge generalmente il calcolo: procediamo per fasi, recuperiamo alla mente regole e le applichiamo.
  2. Poi c’è un altro modo, intuitivo: noti l’improvvisa arrabbiatura sul volto di una persona e percepisci immediatamente che è arrabbiata. Non hai pensato, non hai calcolato.

Fantastico, no?

Il pensiero intuitivo è rapido, prevaricante, è la prima lucina che si accende. Eppure, è proprio lui che ci frega. Perché percependo prevediamo reazioni, benefici, vantaggi: ma se questi benefici fossero errati?

Qui sta l’inghippo.

Proprio l’innata capacità predittiva generata dal pensiero intuitivo ci porta a sbagliare. Eppure, noi restiamo pervicacemente convinti del contrario! Ci reputiamo esseri razionali, pensiamo di avere la situazione sotto pieno controllo, ci crogioliamo nell’idea che “raziocinio” sia il nostro secondo nome. Invece, quel discolo del pensiero intuitivo – il gemello frivolo della razionalità – fa la maggior parte del lavoro, e pure di nascosto dalla nostra soglia percettiva. Così, pur di non ammettere a noi stessi la bruciante e costante sconfitta – e qui risiede la parte più interessante dei nostri comportamenti – usiamo a posteriori la razionalità per motivare tutta questa irrazionalità.

Dai, sarà capitato anche a te! Per esempio, quel giorno in cui, mentre preparavi la tua campagna di marketing, hai visto la proposta creativa di un messaggio pubblicitario: hai immediatamente intuito che era sbagliato, prevedendo un rifiuto da parte del target cui era rivolto, e hai imposto una modifica motivandola con strutturate ragioni.

Forse la tua mente ha generato un errore, spingendoti a compiere un’azione che di razionale – riflettici – non ha nulla. Forse avresti fatto meglio a dare una possibilità a quel messaggio, e misurarne l’efficacia attraverso un test, o un’indagine di neuromarketing o, meglio ancora, un utilizzo sul campo su un campione ristretto di potenziali consumatori.

I consumatori fanno lo stesso errore. Valutano, sbagliano. E perseverano.

Già nel 350 dopo Cristo  Sant’Agostino diceva: errare humanum est. Però, a quel tempo, la tecnologia odierna non c’era! Oggi puoi assolutamente arrivare a comprendere l’inevitabile attitudine della mente a indurci in errore nelle tue strategie di marketing.

Considerando gli errori che la mente genera, puoi migliorare la percezione del tuo prodotto o servizio, assecondare l’egocentrismo del pensiero intuitivo, allinearti all’inclinazione percettiva della mente, favorire una predittività da parte del consumatore a te più congeniale.

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